Produttori

PirassunungaCachaca51Come detto precedentemente, i produttori di cachaca sommano quasi 3000 marchi, pertanto quelli recensiti qui di seguito sono i marchi distribuiti in Italia o quelli di cui si è avuta occasione di assaggio durante le varie fiere internazionali di bartending.

Tra le marche più conosciute troviamo la Pirassununga 51 best seller in Brasile, prodotta dalla Muller de Bebidas, che recentemente ha anche lanciato una riserva, invecchiata in barili di rovere, che promette di essere molto più morbida dei prodotti classici della tradizione.

Altre aziende del panorama classico, importate in Italia, sono la Nega Fulo fondata nel 1827 nella caratteristica bottiglia impagliata, ma di cui esiste anche una elegante bottiglia in vetro.

Stesso packaging tradizionale in paglia intrecciata per la Ypioca prodotta nello stato di Ceara fin dal 1846, che ha anche a listino un elegante bottiglia denominata 150 prodotta per commemorare l’importante anniversario della distilleria.

L’invecchiamento è di 6 anni e si presta anche ad un consumo liscio, avendo toni morbidi e ricchi di spezie dolci.

Un altra azienda storica è Pitù,(onestigroup.com) nata nel 1938, ha una caratteristica etichetta nera con una bellissima aragosta rossa raffigurata.

150Questo prodotto che viene definito una aguardiente de cana, è il leader nelle esportazioni al di fuori del Brasile.

Quasi tutte sono prodotte con alambicchi a colonna di grosse dimensioni ed hanno la caratteristica nota eterea che sovrasta quella vegetale della canna da zucchero.Il brand ha lanciato recentemente un Pitù Maturidado, per seguire, come detto, il nuovo corso del distillato, che vede l’elevazione in legno dell’acquavite, per renderla meno irruente al palato.

Anche la materia prima è migliore trattandosi di melassa ma non esausta.

Il prodotto necessita del succo di cinque chili di canna da zucchero, e si giova di un processo produttivo dove la gradazione alcolica finale della colonna è meno elevata ed ha una maggiore fragranza al naso delle note primarie vegetali per sostenere al meglio l’elevazione in legno.

12594_Pitu_Maturidado_3_AnosAltra azienda storica è la Abaira prodotta da oltre 200 anni e vero simbolo della cachaca rurale, prodotta da una cooperativa, la Coopama, altro brand tradizionale la Tatuzinho, storica distilleria con l’armadillo in etichetta, proprietaria di Velho Barrelho e titolare del marchio 3 Fazendas, lanciato nel 1970.

Il primo prodotto superpremium ad apparire sul mercato è stato la Sagatiba,(camparigroup.com) il cui nome è l’unione di “saga” termine nordico ad indicare avventura, storia, ricerca e “tiba” che in lingua indigena Tupi, significa infinito.

A dimostrazione della ricerca fatta su questa cachaca, questa è pluridistillata sulla moda delle vodke, ed ottenuta utilizzando colonne di rettifica altissime, per rendere il più puro possibile il distillato.

Di proprietà di Marcos de Morales, la distilleria usa tecniche e alambicchi tipici della produzione del rum. Viene commercializzato in versione bianca e invecchiata.

Sagatiba1Sulla scia delle premium invecchiate si colloca la Cabana, una cachaca dalla bottiglia elegante, simile a quella di un Cognac Xo francese, dai richiami glamour, utilizzata anche per miscelazioni più impegnative, in considerazione del fatto che il lungo invecchiamento ha smussato del tutto gli spigoli, rendendola simile ad un rum.

Sempre nell’ambito delle premium abbiamo Moleca distillata due volte a partire da canne da zucchero allevate in montagna, dove gli sbalzi di temperatura fra giorno e notte favoriscono lo sviluppo degli aromi primari. Altro prodotto di altura la Canario prodotta a 800 metri di altezza, con doppia distillazione, dalla Fazenda Soledade.

Dal nome della bellissima spiaggia di Rio e sulle note della Bossa Nova abbiamo la Ipanema, prodotta a Bahia, poi la Chapeu de Palha dal caratteristico copricapo contadino prodotta da Bebidas Atzeca, e la Mangaroca produttrice anche della famosa Batida de Coco, vero best seller negli anni 80 e 90 con magnifiche pubblicità.

velhoIl marchio storico Velho Barreiro fra i primi ad essere importati in Italia, nella caratteristica bottiglia zigrinata, rappresenta la seconda cachaca più venduta in Brasile, dopo la 51. L’azienda di proprietà della Tatuzinho, dal 1975, ha lanciato sul mercato una lussuosa Gold, confezionata in un elegante bottiglia rivestita d’oro. Il liquido all’interno è un blend di acqueviti invecchiate mediamente dai 6 ai 10 anni.

Nella foto sono invece ritratte le decine di marche presenti al Vinitaly del 2010 , in cerca di un importatore, questo per far capire quanto vasto sia il mercato di questo distillato.

Un produttore che si sta affacciando sul mercato con un prodotto superpremium è la cachaca Leblon distillato nell’omonima Maison, dal mastro distillatore Gilles Merlet, originario di Cognac.

L’expertise francese risulta decisiva per la qualità di questo distillato che nell’ambizione vorrebbe far entrare la ruvida cachaca nel mercato del super premium, con l’ambizioso nome di Brasilian Rum.

Per ottenere questo la melassa non viene utilizzata come accade per altri prodotti della categoria, ma si distilla un fermentato di succo di canna da zucchero.

leblonIl mosto è trattato sia in fermentazione che in distillazione come un vino.

I tini sono a temperatura controllata e gli lieviti sono selezionati.

Gli alambicchi sono discontinui ed il distillato è filtrato tre volte.

Il proclama di qualità parte dall’etichetta con la scritta “Natural Cane Cachaca” a sotto intendere il non uso di sottoprodotti dell’industria dello zucchero.

Le botti di invecchiamento provengono direttamente dalla regione francese della Charente ed hanno contenuto Cognac XO.

Il risultato è un’acquavite più morbida, con toni fruttati e lunga persistenza che fanno entrare la cachaca in un mercato completamente nuovo e sconosciuto della miscelazione di qualità.

La tradizione e gli stereotipi di prodotto povero saranno difficile da cambiare, ma Leblon rappresenta l’onda lunga del superpremium che sta scuotendo il mercato ed il mondo del tequila, vodka e gin.

Sul fronte del bio abbiamo Ferrador, un piccolo produttore che distilla succo di canna fermentato, detto “vinho”, dalla gradazione alcolica di circa 11 gradi, ottenuto da coltivazione biologica certificata.

15229La fermentazione avviene a temperature controllate e il piccolo alambicco distilla solo 200 litri per volta.

Il processo è piuttosto lento e dura circa 24 ore, al termine del quale ottiene circa 35 litri di acquavite profumatissima.

Il distillato viene invecchiato due anni e viene imbottigliato a 40 gradi alcolici.

Sempre bio è il distillato di Evandro Weber della Weber Haus, un produttore che non brucia la canna da zucchero nelle “canavial” e che usa il metodo discontinuo. Anche in questo caso la coltivazione è garantita bio dall’organo competente brasiliano.

Il prodotto ha caratteristiche superiori così come il pack, molto elegante quasi lussuoso ed inconsueto per un distillato come la cachaca.

Il concetto di premium, di prodotto da meditazione, con profumi e complessità analoghe al rum sta prendendo piede, almeno su alcuni mercati.

cachaca-weber-hausIn Italia permane il problema legato a prodotti di basso profilo che per anni hanno inficiato la conoscenza della cachaca, facendo pensare al consumatore come ad un prodotto ruvido e poco adatto alla bevuta liscia.

Infine la Germana ottima azienda con un pack molto bello, completamente rivestito di foglie di banano.

Il fondatore della distilleria fu Sergio Caetano che aveva un attività di venditore ambulante.

Fra i suoi prodotti ovviamente c’erano distillati e liquori che iniziò a produrre personalmente nella sua piccola distilleria.

La bevanda era prodotta in piccole quantità per soddisfare il piccolo quartiere.

I commerci si allargarono anche con gli inglesi ed iniziò a vendere zucchero di canna, farina di mais e questo “rum” per sapone, stoffe e kerosene.

germanaViste le richieste da parte inglese, che caricavano il distillato sulle navi prese a proteggere le bottiglie con delle foglie di banano per evitare che si rompessero.

In Italia abbiamo l’esempio del maraschino e del Chianti che presero ad essere fasciati nella paglia proprio per abbassare il rischio di rottura delle bottiglie.

La protezione serviva anche per i viaggi a cavallo, così come per protezione dai raggi del sole.

Il nome Germana invece ha un origine religioso-culturale.

Una suora dello stesso nome, che viveva nei pressi del Santuario della Madonna della Misericordia in Caeté, prese a cadere in trance ed a rivelare il futuro con visioni mistiche.

Queste sue capacità di veggente ed il suo potere di guaritrice attirarono migliaia di persone in pellegrinaggio nel luogo.

La suora preparava i farmaci utilizzando il distillato come solvente per le erbe e quindi fu un passo obbligato dedicare a lei la cachaca.

toquinhoLa cachaca più venduta in Francia è Thoquino, qui realizza volumi interessanti grazie anche alla diffusione nei locali della classica cairinha che riscuote sempre ampi consensi.

L’aguardiente è importata in questo paese fin dal 1989, mentre da noi non risulta distribuita anche per via del poco mercato e della posizione egemone di alcuni marchi distribuite dalle nostre multinazionali.

La distilleria nasce nel 1906 fondata da Thomaz de Aquino, ed il suo simbolo portafortuna è il tucano, detto appunto Thoquino, l’uccello dal grosso becco arancione che popola le foreste tropicali del sud america.

La distilleria è una delle poche, a livello industriale, ad avere anche le proprietà terriere dove crescono le canne da zucchero necessarie alla produzione.

prainaLa produzione, per quanto sia industriale mantiene caratteristiche artigianali, con la fermentazione del succo in circa otto giorni, e la distillazione con due passaggi in alambicchi a colonna.

L’azienda propone anche una cachaca invecchiata sempre a marchio Thoquino, una super premium chiamata Praianinha con bottiglia blu serigrafata, distillata in piccoli alambicchi, seguendo la nuova tendenza delle “artisanal” più profumate e fragranti di materia prima, e un paio di “ready to drink” fra cui spicca la classica Batida de Coco che tanto successo ebbe negli anni 80 in Italia.

Un altra premium, con un ottimo lavoro al pack è Capucana, (compagniadeicaraibi.com) letteralmente “Casa della canna da zucchero”.

Il motivo è legato al fatto che l’area produttiva si caratterizza per l’ottimo micro clima che permetta la crescita di ben 25 biotipi diversi di canna da zucchero, cosa molto rara.

CapuCana-cachacaL’azienda seleziona e fermenta in maniera selettiva solo 9 di essi, in modo da ottenere un prodotto assolutamente equilibrato.

Come ogni vegetale infatti anche la canna da zucchero ha caratteristiche diverse di dolcezza, acidità e profumi.

La bottiglia gioca sulle trasparenze e sulla serigrafia beige decisamente elegante, con il tappo che può diventare anche il manico per un pestello da caipirinha.

L’acquavite viene prodotta a Piracaciba nel cuore della regione di San Paolo, con piccoli alambicchi discontinui.

Una vera “artisanal” profumata di succo, note candite d’arancio e zucchero filato, ma con un vestito premium.

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